
Sono passati quasi due anni da quando Serena Bortone ha lasciato il timone di Chesarà, il programma che l’ha resa volto familiare della Rai. Quel periodo senza un suo spazio in prima linea si sente, e lei non ha mai nascosto questa mancanza, anzi, l’ha raccontata senza filtri durante un’intervista recente. Pur restando spesso ospite o opinionista in trasmissioni Rai, la voglia di condurre qualcosa di proprio non si è mai spenta. Tra indiscrezioni su un possibile passaggio a Mediaset, mai confermate, il suo legame con la tv pubblica resta forte. Ma il silenzio, quello forzato, pesa eccome, e lo si percepisce chiaramente da come ne ha parlato davanti alle telecamere.
Serena Bortone: il dopo Chesarà e il vuoto in tv
Serena Bortone è un volto noto, con anni di esperienza come conduttrice e giornalista attenta a temi sociali e culturali. Fino al 2024 ha guidato programmi come Agorà, Tutti salvi per amore e soprattutto Chesarà. La chiusura di quest’ultimo ha segnato un brusco stop alla sua presenza in prima serata. Dopo, la Rai ha avviato un provvedimento disciplinare che ha limitato molto la sua apparizione nei programmi di punta. Da allora non è più tornata a condurre come protagonista, anche se il pubblico può ancora vederla come ospite o opinionista, per esempio nello show Bar Centrale di Elisa Isoardi.
Intanto non mancano le speculazioni su un suo possibile trasferimento a Mediaset, mai ufficialmente confermato. Nel frattempo, Serena ha continuato a lavorare restando fedele alla tv pubblica, partecipando a dibattiti e interviste che rispecchiano i suoi valori etici e sociali. Ma il silenzio come conduttrice ha sollevato dubbi su come vengano gestiti i talenti interni a Viale Mazzini e sulla reale libertà espressiva offerta dalla tv pubblica.
La voglia di raccontare il proprio mondo: la confessione a È Sempre Mezzogiorno
Ospite di Antonella Clerici a È Sempre Mezzogiorno per presentare il suo nuovo libro Le Dirimpettaie, Serena Bortone ha parlato chiaro: non è tanto il “girare in video” che le manca, ma l’opportunità di trasmettere valori concreti e contenuti importanti per il servizio pubblico.
Ha spiegato che la tv, per lei, deve andare oltre l’intrattenimento: «La televisione deve essere un luogo di inclusione, un mezzo per far sentire le persone parte di una comunità». Serena ha sempre visto il suo ruolo non solo come voce narrante, ma come portatrice di messaggi in grado di sostenere chi attraversa momenti difficili. Per questo sente il bisogno di uno spazio tutto suo, dove costruire e condividere il suo “piano valoriale” personale e professionale.
La sua insoddisfazione nasce dal fatto di non poter più portare avanti progetti in cui crede davvero, che mettano al centro cultura, inclusione e informazione. Una posizione che si riflette anche nelle battaglie che ha combattuto da opinionista, difendendo temi delicati come la discriminazione e i diritti civili, affrontando pubblicamente questioni legate a stereotipi di genere e omofobia.
Antonella Clerici e Serena Bortone: quando la tv fa compagnia
Nella stessa puntata, Antonella Clerici ha aggiunto un punto importante spesso trascurato: il valore della “compagnia” che la tv può offrire. Secondo lei, la televisione deve entrare nelle case con empatia, creando un legame capace di alleviare solitudini e davvero far compagnia.
Serena ha accolto questa idea, sottolineando che la compagnia è un valore a sé, un modo concreto per trasmettere un sorriso e un conforto che si sposano perfettamente con la sua idea di una tv educativa e inclusiva. Ha riconosciuto come Antonella sappia modulare il proprio tono con sensibilità, intercettando lo stato d’animo degli spettatori e rispondendo alle loro esigenze emotive.
Il confronto tra le due conduttrici ha confermato che il servizio pubblico deve offrire non solo informazione e cultura, ma anche vicinanza e calore umano. Valori e compagnia insieme potrebbero diventare un punto di riferimento per chi programma la tv e per i conduttori, chiamati a rispondere a bisogni sociali sempre più complessi.
Rai, talenti e spazi: il caso Serena Bortone
La situazione di Serena Bortone ha acceso un dibattito sulla gestione dei professionisti nelle reti Rai. Una giornalista considerata tra le più competenti del servizio pubblico sembra essere stata progressivamente messa da parte. Alcuni osservatori ipotizzano che dinamiche politiche o scelte interne abbiano limitato la sua presenza, a scapito di un’offerta televisiva più varia e pluralista.
Le polemiche riguardano anche l’assenza di altre figure come Barbara d’Urso, esclusa dalla Rai senza motivazioni chiare. La tv pubblica dovrebbe garantire spazio a diverse sensibilità e competenze, senza condizionamenti politici o personali. Negli ultimi anni, invece, si sono viste scelte discutibili che rischiano di indebolire il rapporto con il pubblico e la qualità dell’informazione.
Serena Bortone è un modello di conduttrice che porta avanti valori positivi e dialoganti. Il fatto che non sia più al centro di programmi importanti potrebbe privare il servizio pubblico di una voce autorevole, con riflessi anche sul modo di raccontare la società di oggi.
I suoi appelli per una tv inclusiva e formativa restano più attuali che mai, in un panorama mediatico in rapido cambiamento, dove serve intercettare nuove platee con contenuti e forme innovative, ma sempre rispettosi dei valori fondamentali.
