
Vent’anni fa, una foto ha iniziato a girare ovunque: bancarelle, edicole, persino social. Ritrae un giovane uomo con il volto da copertina, vestito da sacerdote. Lo chiamano “il prete bello”, icona del celebre “Calendario Romano”. Peccato che non sia mai stato un prete, anzi. Si chiama Giovanni Galizia, ha 39 anni, viene da Palermo e fa l’assistente di volo per una compagnia spagnola. Dietro quell’immagine, tanto ammirata quanto fraintesa, si nasconde una storia del tutto diversa.
Il volto noto senza la tonaca
Giovanni non ha mai indossato una tonaca. La sua foto è lì dal 2001, ma lui è un assistente di volo, non un sacerdote. Il calendario, nonostante il nome, raccoglieva volti di persone comuni che nulla avevano a che fare con il clero. Giovanni ha raccontato di non aver mai avuto vocazione religiosa e di non essersi mai considerato “prete”. Lo scatto è stato fatto davanti alla chiesa barocca del Gesù di Casa Professa, nel cuore di Palermo, la sua città natale. Un luogo autentico, lontano dal mito romano che il calendario vuole evocare.
Come è nato lo scatto e cosa rappresenta il “Calendario Romano”
Tutto parte quando Giovanni aveva 17 anni. Incontrò per caso un fotografo che stava lavorando a un progetto artistico per rappresentare alcune città italiane attraverso volti simbolici: gondolieri per Venezia, sacerdoti per Roma. Il ragazzo fu invitato a posare in abito talare e cappello ampio. Nessuno avrebbe pensato che quella foto sarebbe diventata così famosa, un’icona diffusa a fini commerciali senza che lui ne ricevesse un centesimo. Giovanni ha spiegato che, pur firmando una liberatoria che dava piena libertà d’uso dell’immagine, il rapporto con il fotografo è sempre stato basato sull’amicizia, non sul denaro.
Le false storie e le voci infondate dietro l’immagine
La popolarità dell’immagine ha dato origine a una serie di leggende metropolitane. Alcune notizie false e assurde lo dipingevano come un prete caduto in disgrazia, coinvolto in scandali o dipendenze. Addirittura un blog ha pubblicato un articolo ingannevole usando la sua foto. Questi pettegolezzi hanno creato imbarazzo sul lavoro, con colleghi che gli hanno chiesto spiegazioni basandosi su informazioni sbagliate. Giovanni ha smentito con fermezza tutto, ribadendo che la sua vita è quella di un professionista serio nel mondo dell’aviazione.
Una vita lontana dai riflettori
Nonostante la fama involontaria, Giovanni ha sempre scelto di mantenere un profilo basso. Non ha mai cercato il mondo della moda o dello spettacolo, rifiutando le etichette che i media gli hanno spesso attaccato addosso. In un’intervista del 2022 ha raccontato di essere fidanzato, senza figli, e di vivere una vita normale, lontana dai clamori. Il suo lavoro di assistente di volo e coordinatore della formazione per gli equipaggi riflette la sua vera identità, ben diversa dal personaggio costruito attorno a quell’immagine.
Un’icona senza vantaggi economici
Nonostante l’immagine sia diventata un simbolo per più di vent’anni, Giovanni non ha mai voluto approfittarne. La liberatoria firmata ha lasciato campo libero all’uso commerciale della sua foto, ma lui ha sempre visto quell’esperienza come un gioco, una curiosità più che una fonte di guadagno o visibilità. Il rapporto con il fotografo è rimasto di amicizia sincera, senza secondi fini.
Gli italiani hanno così conosciuto il volto di un giovane che ha scelto di vivere lontano dai riflettori. La storia di Giovanni Galizia racconta come dietro un’immagine iconica si possa nascondere molto di più, ricordandoci che ciò che vediamo spesso è solo la superficie di una realtà ben più complessa.
