“Quel filler alle labbra mi ha segnato per anni.” Alessia Fabiani non le manda a dire. A La Volta Buona su Rai Uno ha raccontato senza filtri un episodio che la accompagna da quando aveva poco più di vent’anni: un trattamento estetico andato male. Ancora oggi, quelle labbra rifatte male sono lì, un ricordo tangibile di una scelta che non ha portato il sorriso sperato. Eppure, nonostante avrebbe potuto ricorrere alla chirurgia per correggere il problema, ha deciso di fermarsi. Tra parole sincere e consigli duri, la showgirl ha messo in chiaro una cosa: la medicina estetica non è una passeggiata, può lasciare cicatrici ben più profonde di quelle visibili.
Il problema è nato quando Alessia aveva poco più di vent’anni. Dopo un incidente in motorino, che le aveva causato una leggera asimmetria al labbro superiore, decise di rivolgersi a un medico per correggerla. Quel medico le iniettò un filler a base di acido metacrilato, una sostanza che non si riassorbe nel corpo. Ma nessuno le spiegò bene i rischi o che quel materiale sarebbe rimasto per sempre. Col tempo, il risultato è diventato evidente: noduli duri e un gonfiore permanente che hanno stravolto l’armonia del suo sorriso.
L’acido metacrilato, infatti, non viene smaltito dall’organismo. Alessia racconta: “Non mi avevano detto che non si sarebbe riassorbito. Ho fatto a mia insaputa una specie di silicone.” Questo dettaglio spiega come si siano create complicazioni che ancora oggi si vedono e che pesano anche sul suo aspetto.
Per rimuovere quei residui servirebbe un intervento chirurgico complicato, con tempi di recupero lunghi e cure post-operatorie impegnative. Per questo Alessia ha scelto di affidarsi a trattamenti laser più leggeri, che però agiscono solo in superficie, senza eliminare il problema alla radice.
Nonostante il danno, Alessia ha deciso di non sottoporsi all’intervento chirurgico che potrebbe risolvere il problema. Il chirurgo plastico Pietro Lorenzetti, ospite in trasmissione, ha confermato che la rimozione è possibile, anche se complessa e con un recupero impegnativo. Bisogna infatti evitare sforzi sulle labbra per favorire la guarigione.
Fabiani ha ammesso di soffrire di agorafobia e di avere paura della chirurgia estetica, preferendo quindi soluzioni meno invasive. Ha anche parlato di una certa pigrizia e di una sorta di rassegnazione: “Forse ho anche accettato così come sono.” Una testimonianza che racconta il dilemma di chi convive con un problema estetico ma non ha né il coraggio né la voglia di una nuova operazione.
Nonostante tutto, Alessia non ha rinunciato a migliorarsi, ma si limita a trattamenti superficiali e poco rischiosi. Il laser, infatti, lavora solo sugli strati esterni della pelle, senza toccare i noduli sotto.
La storia di Alessia Fabiani si inserisce in un dibattito più ampio sui rischi della medicina estetica, spesso vista come una strada facile e veloce per migliorare l’aspetto. La showgirl ha voluto lanciare un messaggio diretto: prima di farsi qualsiasi trattamento, bisogna informarsi bene su cosa si va a mettere nel proprio corpo.
Molti si affidano a medici senza sapere cosa stanno iniettando, rischiando complicazioni serie. Nel caso di Alessia, l’acido metacrilato è stato un errore che ha lasciato segni indelebili. La sua esperienza dimostra che non tutte le correzioni sono reversibili o semplici da sistemare.
Le tante testimonianze raccolte durante la trasmissione confermano che casi simili non sono rari. Dietro i risultati immediati spesso si nascondono problemi che emergono col tempo e che pesano sulla vita di chi li subisce. Serve più trasparenza e responsabilità, sia da parte dei medici che dei pazienti.
Alessia ha raccontato che l’incidente in motorino a 14 anni le aveva lasciato una ferita e un dislivello al labbro, un motivo di disagio per lei. A vent’anni, un filler sembrava la soluzione semplice e definitiva per sistemare tutto, ma la mancanza di informazioni ha complicato le cose.
Da allora ha evitato altri interventi chirurgici, anche per la sua agorafobia, scegliendo trattamenti più soft come il laser. Questa strada più cauta le permette di migliorare l’aspetto senza rischi grandi o tempi lunghi di recupero.
La prudenza di Alessia non è casuale, ma frutto di un’esperienza passata che non vuole ripetere. Il suo racconto, doloroso ma sincero, mette in luce le conseguenze a lungo termine di trattamenti fatti senza la giusta consapevolezza. È un monito importante in un mondo, quello della chirurgia estetica nel 2026, dove informarsi resta la miglior difesa.
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