“Le prove per il Super Bowl con J.Lo? Un incubo,” racconta Mia Starr, con la voce che tradisce ancora un po’ di disagio. La ballerina, nota anche per la sua partecipazione alla diciottesima stagione di RuPaul’s Drag Race, ha rotto il silenzio su quei giorni intensi durante l’intervallo del Super Bowl LIV del 2020, a Miami. Dietro le luci e il glamour, si nascondeva un’atmosfera tutt’altro che brillante. “È stata un’esperienza umiliante,” confida a Entertainment Weekly, lasciando intravedere il lato oscuro di un evento che molti ricordano solo per lo spettacolo. Anche per chi ha calcato i palchi più grandi, certe prove lasciano segni profondi.
Il Super Bowl LIV è uno degli eventi più seguiti al mondo, con milioni di spettatori in tutto il globo. Mia Starr, al secolo Mikey Pesante, è stata scelta senza audizione grazie a una chiamata del coreografo. Ma già dal secondo giorno di prove, le cose sono cambiate. Secondo il suo racconto, Jennifer Lopez le ha chiesto di togliersi la maglietta davanti agli altri ballerini per “valutare” il suo fisico, un gesto che Starr ha definito imbarazzante e umiliante. L’espressione con cui la cantante l’avrebbe guardata era di chiaro disgusto.
Non solo: Lopez avrebbe poi esortato gli artisti a “migliorarsi” perché stavano ballando per lei, creando un’atmosfera pesante fin dall’inizio. Mia ha raccontato che altri ballerini uomini sono stati costretti a stare senza maglietta per ore durante le prove. Pur sapendo che l’aspetto fisico conta nel mondo della danza, lei stessa, arrivata da un lavoro d’ufficio e considerata in forma secondo standard comuni, ha capito di non rientrare nelle aspettative dell’artista.
L’episodio del camioncino dei gelati, comparso il giorno dopo, ha aggiunto una nota amara: Mia, tra le prime a mettersi in fila, si è sentita ancora più isolata, convinta di essere diventata il bersaglio della disapprovazione di Lopez.
Durante le lunghe giornate di preparazione, Jennifer Lopez è apparsa solo nelle ultime ore, dopo che i ballerini avevano già sudato per ore. Mia racconta di frequenti critiche da parte della cantante, che chiedeva continue modifiche allo spettacolo. Con i bambini, Lopez era gentile e affabile, ma con i ballerini adulti mostrava un atteggiamento rigido e poco tollerante.
Questo clima ha reso l’ambiente di lavoro pesante, con un controllo maniacale su ogni dettaglio e commenti che hanno aumentato il disagio tra i performer. Mia ha definito quei mesi un “incubo”, una prova dura non solo fisicamente ma anche emotivamente.
La ricerca della perfezione, insomma, è passata anche attraverso metodi severi, spesso poco rispettosi delle persone coinvolte.
Oltre allo show, Mia ha sollevato dubbi sul documentario Netflix dedicato a Jennifer Lopez, uscito dopo l’evento. Racconta che i ballerini sono stati informati all’ultimo minuto della produzione del film e invitati a firmare liberatorie per comparire, senza però ricevere soldi extra.
Lei ha rifiutato di firmare, ma il suo volto è comunque finito nel documentario. Dopo aver fatto verifiche legali, le è arrivato un assegno da 20 dollari, cifra che ha giudicato ridicola e subito restituito.
Questa vicenda ha peggiorato la sua percezione dell’esperienza e ha segnato una rottura nel rapporto con Jennifer Lopez. Mia ha dichiarato di non voler più lavorare con lei, unica artista con cui ha preso questa decisione.
Nonostante le difficoltà vissute al Super Bowl, Mia Starr non si è fermata. La sua partecipazione alla stagione 18 di RuPaul’s Drag Race le ha dato nuova visibilità e l’ha consacrata come figura di spicco nella comunità LGBTQ+.
Il suo lipsync con Juicy Love Dion è già considerato un momento cult nella cultura drag contemporanea. Da ballerina “out of drag” che ha lavorato con star come Britney Spears e Rihanna, Mia ha intrapreso un percorso di crescita e affermazione personale che va oltre gli episodi controversi del passato.
Il suo racconto getta luce su un mondo dietro le quinte spesso nascosto, mettendo in evidenza problemi umani e professionali che accompagnano anche gli eventi più prestigiosi.
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