Un tecnico della videosorveglianza è finito nel mirino degli inquirenti per il furto e la diffusione di un video privato di Stefano De Martino. La vicenda, che aveva fatto molto rumore la scorsa estate, torna a far parlare di sé dopo mesi di silenzio. L’indagine, partita da una denuncia dello stesso conduttore, si concentra ora su un possibile accesso illecito ai sistemi di sicurezza e sulla sottrazione di materiale riservato. È una svolta che potrebbe chiarire i contorni di un caso ancora avvolto nel mistero.
Quando il video privato di Stefano De Martino è stato diffuso tra agosto e novembre 2025, gli investigatori hanno subito pensato a un hacker esperto, capace di violare il sistema e poi ricattare il presentatore. Era questa la pista più accreditata all’inizio, che ha tenuto banco per mesi.
Poi però è spuntata un’altra versione. Secondo alcuni, un fan avrebbe trovato il video su una piattaforma online e avrebbe segnalato la cosa allo stesso De Martino tramite i social. A complicare il quadro è stata la dichiarazione di uno degli avvocati del conduttore, che non ha escluso che dietro il furto ci possa essere un tecnico addetto alla sicurezza della casa della sua ex fidanzata, Caroline Tronelli. “Non è detto che si tratti solo di un hacker esterno, potrebbe essere una persona interna, un tecnico che ha tradito la fiducia della famiglia”, ha detto il legale, aprendo così una nuova pista.
La svolta è arrivata con una notizia esclusiva de Il Messaggero: la procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati un tecnico responsabile dell’installazione e della manutenzione degli impianti di videosorveglianza nella casa di Caroline Tronelli. Per lui l’accusa è di accesso abusivo a sistemi informatici e sottrazione di contenuti.
L’indagine è partita ufficialmente in agosto, subito dopo la denuncia di De Martino, ed è condotta dalla Polizia Postale. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire come e quando il video sia stato trafugato e diffuso. Non è detto che chi ha rubato il filmato sia la stessa persona che poi lo ha caricato online: la prima comparsa del video è stata su un noto sito di cam.
Il problema più grande è stato quando migliaia di utenti hanno scaricato il video e lo hanno girato tramite app come WhatsApp e Telegram, facendone circolare la copia a macchia d’olio.
Oltre all’aspetto penale, sono arrivate novità anche sul fronte dei risarcimenti. Gli avvocati di De Martino, Angelo e Sergio Pisani, hanno annunciato che qualora si arrivi a un risarcimento, l’intera somma sarà donata in beneficenza a enti impegnati nella lotta contro i crimini informatici.
Un gesto che vuole trasformare questa brutta esperienza in un’opportunità per sostenere progetti di prevenzione e tutela della privacy digitale. I legali hanno sottolineato inoltre che la responsabilità non è solo di chi ha rubato e caricato il video, ma anche di chi lo ha poi condiviso sui social e tramite app di messaggistica.
La vicenda resta al centro dell’attenzione pubblica, con gli investigatori che lavorano senza sosta per chiudere il cerchio su un caso che ha acceso un dibattito ampio sulla sicurezza digitale e il rispetto della privacy personale.
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