Guidare in Italia non è mai stato così complicato come nel 2025. Oltre 2,3 milioni di esami per la patente sono stati sostenuti, il picco più alto degli ultimi vent’anni. Eppure, quasi uno su quattro non ce l’ha fatta: 618.208 candidati sono stati respinti, il dato più alto dal 2009. Un vero e proprio record, che fa riflettere sulla difficoltà crescente delle prove di guida nel nostro Paese. I numeri arrivano direttamente dal rapporto “Esiti Esami 2025” del Centro Elaborazione Dati del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Il dossier del Ministero mostra che la maggior parte delle difficoltà arriva dalla prova teorica. Su quasi 1,2 milioni di persone che si sono presentate al quiz sul Codice della Strada, il 38% è stato respinto. Quasi quattro su dieci non sono riusciti a passare la prova scritta, un dato che pesa molto sul tasso complessivo di bocciature. Diverso il discorso per la prova pratica: solo il 14,6% non ce l’ha fatta, mentre l’85,4% ha superato la guida.
L’età media degli aspiranti resta bassa. Nel 2025, 754.349 nuovi patentati avevano meno di 21 anni, mentre solo 13.138 persone sopra i 54 anni hanno ottenuto il documento. La patente resta quindi un traguardo soprattutto per i giovani. E c’è anche una netta prevalenza maschile: il 60,5% dei nuovi guidatori è uomo.
Un altro dato importante riguarda i candidati nati all’estero: sono circa il 20% del totale, oltre 230.000 persone. Per molti di loro la prova teorica è una sfida in più, perché la lingua italiana e il linguaggio tecnico non sono sempre facili da capire. Questo incide sui risultati dei quiz, un punto da considerare per migliorare il supporto a questi candidati.
I risultati degli esami variano molto da una regione all’altra. La Sardegna guida la classifica dei bocciati con il 36,4%, seguita dalla provincia autonoma di Trento con il 33,7% e dalla Liguria con il 32,3%. Sul versante opposto ci sono Sicilia , Puglia e Calabria , regioni dove si boccia meno.
Le differenze aumentano ancor di più a livello provinciale. Sassari è la provincia più severa d’Italia: quasi il 40% dei candidati non passa l’esame. Al contrario, a Messina più dell’84% supera la prova, un dato che racconta realtà molto diverse. Tra le dieci province con la più alta percentuale di promossi, ben otto si trovano al Sud.
La prova teorica segue un andamento simile: Grosseto, Savona e Bolzano registrano quasi il 46% di bocciati al quiz. Per la guida pratica, invece, Enna si distingue per la facilità, con solo lo 0,72% di respinti.
Anche nelle grandi città si notano differenze. A Milano il tasso di bocciatura è del 31,93%, a Roma del 29,88% e a Firenze del 29,78%. Meno severi sono Napoli , Bari e Palermo . Insomma, nelle grandi metropoli del Nord si è più rigidi rispetto ad alcune città del Sud.
Davanti a questi dati spiccati, non mancano le richieste di maggiore uniformità. Luigi Altamura, comandante della polizia locale di Verona e membro di Viabilità Italia per Anci, chiede di allineare i risultati tra le varie zone. La sua idea è introdurre sistemi tecnologici sulle auto d’esame, come telecamere a bordo, per certificare in modo oggettivo il superamento della prova pratica.
L’obiettivo è ridurre le differenze tra regioni e province, rendendo più trasparente e omogenea la valutazione. Questi strumenti potrebbero anche migliorare la qualità dell’esame, evitando che il giudizio dipenda troppo dal singolo esaminatore o da interpretazioni diverse.
Sul fronte della teoria, poi, serve attenzione particolare ai candidati stranieri, spesso penalizzati dalle difficoltà linguistiche. Interventi mirati potrebbero garantire pari opportunità e un percorso più equo per tutti, indipendentemente dalla lingua o dal luogo di provenienza.
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