Cinque milioni di euro spesi in poche ore a Parigi, per un pezzo di storia su quattro ruote. Il 15 marzo, sotto il martelletto di Artcurial, la collezione di Fritz Neuser ha cambiato volto. Trentotto auto d’epoca, insieme a centinaia di oggetti legati al mondo motoristico, sono passati di mano in un solo pomeriggio. Dietro a quei numeri, c’è una vita vissuta a pieno, tra passione e sacrifici. Neuser, partito dalla bicicletta, ha saputo conquistare il mondo delle auto sportive, lasciando un’eredità che ora trova nuovi custodi.
Fritz Neuser è la figura di chi, nel dopoguerra europeo, ha saputo rimettersi in piedi con volontà e impegno. Partito da zero, la bicicletta è stato il suo primo mezzo: non solo uno sport, ma una necessità per chi non aveva altro. Da lì sono nate vittorie e successi, ma soprattutto un legame profondo con il mondo dei motori, che è cresciuto con gli anni.
Dalla carriera da ciclista, Neuser è passato a diventare concessionario, prima di Alfa Romeo e poi di Ferrari. Un percorso che non è mai stato fine a se stesso, ma che ha alimentato una passione sempre più forte per le auto d’epoca e da corsa. Oggi, vicino ai novant’anni, quella storia si è trasformata in una collezione unica, che celebra decenni di innovazione, corse e stile italiano.
L’asta ha rappresentato un momento di svolta: un cambio di scena, ma anche il riconoscimento concreto di un patrimonio storico che va oltre il semplice valore economico. Le vetture, i pezzi e i ricordi messi in vendita sono la testimonianza di una vita costruita su sogni e traguardi reali.
Al centro della collezione Neuser c’è senza dubbio Ferrari, con dieci esemplari che costituiscono circa un terzo del totale all’asta. La vettura più ambita è stata una 365 GTB/4 Daytona del 1970, in un raro verde e con la configurazione “Plexi” senza fari a scomparsa, che ha raggiunto i 585.000 euro.
Le Ferrari non erano semplici pezzi da esposizione, ma autentiche icone di stile e tecnologia, protagoniste di corse e strade per decenni. Le tre Berlinetta Boxer ne sono una conferma, con una 365 GT/4 BB del 1975 venduta a 356.850 euro, mentre le due 512 hanno chiuso la vendita tra i 175.500 e i 216.400 euro.
Nel complesso, le Ferrari hanno raggiunto il 76% delle stime pre-asta, con una media intorno ai 253.110 euro per i modelli più recenti. Un segnale chiaro non solo della qualità della collezione, ma anche della solidità del mercato per i modelli storici di Maranello.
Accanto alle Ferrari, le sei Alfa Romeo hanno attirato l’attenzione, soprattutto la GTAm del 1970 venduta a 195.390 euro. La vettura, mai immatricolata e inedita, ha visto crescere il suo valore grazie a questo dettaglio. Tra le Alfa, la Giulia 1300 Super del 1971, venduta a 14.040 euro, ha rappresentato un’occasione per appassionati e collezionisti.
La parte svizzera della collezione, con le auto Sbarro, ha raccolto risposte più contenute, raggiungendo solo il 47% della stima complessiva. Nonostante ciò, la Brescia Spider del 1979 ha avuto un buon riscontro, toccando i 122.850 euro. Questa vettura montava un motore sei cilindri BMW, sostituito a quello Fiat originale per scelta personale di Neuser.
Le due Alcador, una coupé e una roadster, entrambe con motori e meccanica Ferrari, sono state vendute rispettivamente a 134.550 e 128.700 euro. Questi dati dimostrano come anche modelli meno noti ma rari sappiano conquistare gli appassionati.
Pur essendo una fetta più ristretta di collezionisti a interessarsi a queste “peculiarità”, questi pezzi mantengono un valore importante, specie per chi cerca unicità e storia.
La vera sorpresa dell’asta sono stati gli oggetti di contorno: biciclette d’epoca, accessori Ferrari originali e tanti cimeli hanno superato le aspettative. Le biciclette usate da Neuser ai tempi d’oro del ciclismo sono state battute al doppio del prezzo previsto, segno che la storia personale continua ad affascinare.
Anche gli accessori Ferrari hanno raccolto offerte più alte del previsto, dimostrando che nella collezione non c’erano solo auto, ma un intero mondo di pezzi carichi di significato. Da modanature a strumenti di bordo, ogni dettaglio racconta un capitolo del viaggio di Fritz Neuser nelle quattro ruote.
Nessun lotto è rimasto invenduto, senza riserve o ritiri: tutto ha trovato casa, regalando una giornata intensa di emozioni e soddisfazioni alla casa d’aste e ai partecipanti. Una dimostrazione concreta di come la passione vera, unita a una gestione attenta, possa trasformare una collezione in un patrimonio che non è solo economico, ma soprattutto culturale.
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