All’Auditorium Rai del Foro Italico, sotto le luci di un palco storico per Ballando con le Stelle, è arrivata Canzonissima 2026. Si attendevano scintille, qualche battibecco tra giurati o frecciatine tra concorrenti. Invece, Milly Carlucci ha spento sul nascere ogni possibile polemica. «Niente scontri, nemmeno preventivi», ha detto, chiara e decisa. Il nuovo format abbandona la gara tradizionale. Non è una sfida, ma un omaggio alle canzoni di un tempo, rivisitate da artisti diversi, liberi dalla pressione del confronto.
La vera rivoluzione di questa edizione, ha spiegato Carlucci, sta nel fatto che non ci sarà una gara vera e propria. Nessun cantante si sfiderà a colpi di voti puntata dopo puntata, anche se alla fine ci sarà comunque una “Canzonissima” dell’anno. L’obiettivo è spostare l’attenzione dalla competizione alla celebrazione, alla musica che resta e ai ricordi che evoca. «Non è il momento giusto per una giuria polemica», ha sottolineato la conduttrice, quasi a voler mettere un argine a possibili tensioni. Non tutti però hanno gradito questa scelta: i fan più appassionati speravano in un po’ di pepe in più.
I cantanti non saranno tutti presenti in ogni puntata, né si esibiranno insieme. Alcuni sono interpreti fissi, altri partecipano solo in alcune serate. Canzonissima si presenta così più come una rassegna di grandi interpretazioni che come una sfida. Arisa, per esempio, salirà sul palco dalla seconda puntata fino alla finale; Riccardo Cocciante sarà protagonista solo nelle ultime due; Paolo Jannacci farà una breve apparizione nella seconda serata. Tra i volti fissi c’è anche Elettra Lamborghini, pronta a mostrarsi sotto una luce nuova e con grande curiosità.
La giuria fissa è composta da volti noti e figure di spessore: Pierluigi Pardo, Claudio Cecchetto, Riccardo Rossi, Simona Izzo, Francesca Fialdini, Caterina Balivo e Giacomo Maiolini. Il loro compito? Commentare le esibizioni con equilibrio, senza accendere fuochi o alimentare polemiche. La parola d’ordine è chiarezza e serenità. Nessuno di loro dovrà cercare lo scontro o il dibattito acceso: un approccio che di fatto riduce al minimo il ruolo tradizionale della giuria.
L’assenza di “fuochi d’artificio” e l’invito a non scatenare discussioni fanno pensare a uno show più tranquillo, meno adatto a chi cerca tensioni e momenti di alta carica emotiva. Ma evidentemente l’idea è lasciare spazio alle esibizioni e al valore affettivo delle canzoni, senza distrazioni.
La partenza di Canzonissima sarà un viaggio tra emozioni e ricordi, con brani che hanno fatto la storia. Enrico Ruggeri aprirà con “Lontano dagli Occhi”; Fabrizio Moro interpreterà “Il Mio Canto Libero”; Leo Gassmann porterà “Un Giorno Credi”. Ci saranno poi Michele Bravi con “Ti Lascio Una Canzone”, Fausto Leali con “Pregherò”, Malika Ayane con “Città Vuota” e Irene Grandi con “Mi Ritorni in Mente”.
Elettra Lamborghini canterà “Bella Vera” degli 883, Vittorio Grigolo si misurerà con “Nessun Dorma”, i Jalisse proporranno “Sarà Perché Ti Amo” e a chiudere sarà Elio e le Storie Tese con “Rock ‘n’ Roll Robot”. Ogni puntata seguirà un tema preciso, che guiderà la scelta dei brani e creerà un filo emotivo e narrativo.
Le sei puntate ruoteranno attorno a sei grandi temi, ognuno carico di significato per gli artisti. “La canzone del cuore” racconterà il brano che ha segnato la carriera; “La dedica” sarà una canzone scelta per qualcuno o qualcosa di speciale; “Il primo successo” omaggerà il pezzo che ha fatto innamorare il pubblico.
Non mancheranno serate dedicate alla “Rivincita di Sanremo”, con brani che non hanno vinto il festival ma sono diventati immortali, “La canzone che avrei voluto scrivere io”, per celebrare i modelli ideali, e “Il tuo più grande successo”, consacrazione del pezzo simbolo di ogni artista. Un viaggio tra storie personali e musicali, per mettere in luce il legame profondo tra musica e vita.
Prima di ogni esibizione, una clip mostrerà gli artisti mentre spiegano perché hanno scelto quel brano e cosa significa per loro. Un momento intimo, che trasforma la performance in un racconto di emozioni, esperienze e ricordi.
Alla fine di ogni puntata sarà proclamata la Canzonissima di serata, che accederà alla finale. Nell’ultima serata si rivedranno tutte le “canzonissime” vincitrici per eleggere la canzone simbolo del 2026. Sei puntate senza competizione diretta, ma con un unico grande filo: il valore della musica.
Il palco di Canzonissima, con il suo enorme ledwall e le scenografie curate, vuole accompagnare un viaggio che attraversa generi ed epoche, senza scontri ma con tanta partecipazione. Milly Carlucci punta su un’edizione calma e raccolta, dove la musica parla da sé, più racconto che gara.
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