Le macchine da scrivere oggi sono oggetti anacronistici, ma occhio a ritenerle prive di valore: se avete questa, ad esempio, è un tesoro.
C’è una sorta di magia che avvolge il ricordo degli strumenti che utilizzavamo prima della digitalizzazione ed in generale che riguarda il mondo analogico. Sicuramente vi sarà capitato di tornare con la memoria a quei giorni in cui vi recavate in edicola per prendere il vostro giornale o la rivista preferita o a quando andavate in fumetteria per prendere gli ultimi numeri del vostro fumetto preferito e di provare nostalgia per quel rituale.
Persino la consistenza, l’aspetto e l’odore di quegli oggetti vi manca e siete portati a pensare che sia un peccato che la digitalizzazione abbia portato alla quasi totale scomparsa di ogni produzione fisica, sia essa un giornale, un fumetto, un libro o un dvd. Chiaramente ci sono dei vantaggi in questo passaggio, sia per l’utilizzatore (la possibilità di fruire subito e da un unico dispositivo di più contenuti, ma soprattutto la mancanza di ingombro in casa) che per l’ambiente. Visto che non sarà necessario poi smaltire ciò che non serve o non funziona più.
Tra gli oggetti che hanno perso la loro utilità c’è senza dubbio la macchina da scrivere, sostituita ormai del tutto dai PC (portatili o fissi dipende dai gusti e dallo stile di vita). Nella maggior parte dei casi chi ne possedeva una ha provveduto a riporla in cantina (garage o soffitta). Oppure l’ha buttata o ancora venduta prima che perdesse valore del tutto.
In realtà però quest’ultima opzione può essere stata un grave errore. Sì, perché come tutti gli oggetti che con il tempo da vecchi diventano “Vintage” o d’antiquariato, oggi anche le macchine da scrivere stanno cominciando ad acquisire valore per i collezionisti e possono dunque fare guadagnare i loro possessori più di quanto le hanno acquistate.
Chiaramente non tutte le macchine da scrivere sono diventate degli oggetti di culto tra i collezionisti. Sono solo due i brand in particolare che interessano agli appassionati, ovvero le Remington e le Olivetti. Ovviamente ci sono dei modelli precisi che hanno acquisito nel tempo un valore maggiore rispetto agli altri.
Siete fortunati ad esempio se avete in casa una Remington Standard n°7, visto che i collezionisti potrebbero essere disposti a pagare tra i 900 e i 2000 euro per averne una. L’oscillazione di prezzo è dovuta allo stato di conservazione della macchina da scrivere. Per quanto riguarda le Olivetti, non pensate alla storica “Lettera 32”, compagna fidata di Premi Nobel per la letteratura. Visto che la sua diffusione ha fatto sì che il prezzo si attesti sui 200 euro circa.
I veri fortunati sono i possessori della M1 del 1916, la prima macchina da scrivere prodotta dalla Olivetti ad essere diventata oggetto di culto. Per questo modello si potrebbero ottenere cifre importanti e se la vostra è in ottime condizioni il guadagno potrebbe giungere sino agli 8.500 euro.
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